LA STORIA

Tutti ormai sanno che l’olivo è l’albero più altamente simbolico della regione mediterranea. Gli innumerevoli miti e leggende di cui è protagonista ne confermano la sua “origine divina”.

Testimone nobile della mitologia, della storia e della letteratura, esso seguì  l’espansione delle antiche civiltà Fenica, Ellenica, Etrusca e Romana.

L’olivo, originariamente, nacque però nelle zone tra il Pamir e il Turkestan e si propagò successivamente nell’Armenia. In generale, quindi, seguì un cammino temporale e geografico dall’Oriente all’Occidente, per giungere entro il bacino del Mediterraneo.

Di certo, la sua fama mai si oscurò nella civiltà classiche. L’episodio  più noto della mitologia greca, tanto famoso da essere scolpito sul fronte del Partendone, è quello della gara fra Atena e Poseidone, dove era in Palio il possesso della città di Atene e di tutta L’Attica.

Oggi l'olivo in Umbria oltre che per l'economia agroalimentare, da sempre vuol dire ambiente, vista l'importanza che ha per il territorio e il paesaggio con ben 27000 ettari di oliveti. Olivi quelli che godono di condizioni ambientali favorevoli, con le olive raccolte rigorosamente a mano all'inizio della maturazione e portate subito al frantoio per essere spremute al massimo della loro freschezza e integrità.L'Umbria, terra di extravergini decisi gioca la carta del territorio, delle ricchezze agroalimentari, della gente che per essa lavora.